Alcuni lineamenti dell’opportunismo in America

  • 26/06/14 14.14

L'opportunismo, il riformismo e il revisionismo perseguono attualmente, con un nuovo linguaggio, i vecchi obiettivi di separare la classe operaia e i suoi partiti comunisti dalle fondamenta del marxismo, dalla lotta rivoluzionaria contro il capitalismo, dal principio della dittatura del proletariato, dal ruolo rivoluzionario della classe operaia e del suo partito d'avanguardia nella rivoluzione socialista e nella costruzione del socialismo-comunismo.

È una grande lezione la lotta contro l'opportunismo e la degenerazione della Seconda Internazionale, condotta dai bolscevichi e dagli altri marxisti che si raggrupparono nella Sinistra di Zimmerwald, gli spartachisti in Germania e molti partiti, tendenze e gruppi che saranno alla base della Terza Internazionale, l’Internazionale Comunista.

Storicamente l’opportunismo ha cercato di deformare, svilire, addolcire, addomesticare il marxismo, attaccandolo direttamente, distorcendo i classici, giungendo anche alla grossolana mutilazione dei testi(1) per presentare versioni utili alla politica del gradualismo, del parlamentarismo, della coesistenza con il capitalismo e dell'abbandono della lotta per il potere. L'opportunismo ha condotto i partiti della II Internazionale a una posizione claudicante e alla complicità criminale con l'imperialismo durante la Prima Guerra Mondiale; servì direttamente come apparato repressivo del capitale contro la rivoluzione tedesca ed è stato responsabile dell'omicidio di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht.

Tutte le forze dell’opportunismo si opposero alla Grande Rivoluzione Socialista d'Ottobre e appoggiarono la controrivoluzione che cercò di rovesciare il potere sovietico degli operai e dei contadini, giustificando l'intervento imperialista, il cordone sanitario.

L'esperienza ha dimostrato che la lotta contro l'opportunismo, il riformismo e il revisionismo è di grande importanza ideologica, poiché è una questione di vita o di morte per l'esistenza del partito della classe operaia, per la rivoluzione proletaria e per la costruzione del potere operaio. Vladimir Ilich Lenin sottolineò in diversi lavori che la lotta per il socialismo è incompleta senza la lotta contro l'opportunismo, e questa fu la caratteristica d’identità dei nuovi partiti costruiti dall’Internazionale Comunista, che si riflette in molti dei suoi documenti che parlano della lotta costante e implacabile contro gli "ausiliari della borghesia", riconoscendo la necessità di una rottura totale e assoluta con il riformismo, "senza di ciò è impossibile una politica comunista conseguente"(2); in caso contrario, la Terza Internazionale – si avvertiva - assomiglierebbe in larga misura alla defunta IIª Internazionale.

Questo fronte ideologico non può essere considerato temporaneo, concluso o ridotto a una fase passata della storia del movimento comunista.

L'opportunismo è una forza ausiliaria della borghesia per ritardare i processi di promozione della lotta di classe, per contenere l'ondata rivoluzionaria e fomentare la controrivoluzione, ma non dobbiamo sottovalutare che la sua azione è costante e in tutti i periodi, con una pericolosità crescente quando è possibile che, per il ciclo del capitale, nella classe operaia vi siano le condizioni per la radicalizzazione della coscienza. Oggi, in Europa e in America, è un supporto fondamentale dell'imperialismo e riceve anche il finanziamento dei monopoli per l'azione politica, la creazione di  ONG, le attività ideologiche e soprattutto la promozione di forme alternative di gestione capitalistica dal "volto umano". Questo è il ruolo del Partito della Sinistra Europea, alla quale pericolosamente si apparenta sempre più il Forum di Sao Paulo (3), nonostante una retorica che critica la gestione neoliberista e promuove politiche pubbliche assistenzialiste (4).

L’opportunismo si manifesta oggi su due livelli. Il primo, minando dall'interno i partiti comunisti e operai affinché perdano i propri tratti di identità, le proprie caratteristiche rivoluzionarie e finiscano trasformati in partiti formalmente comunisti, ma socialdemocratici di fatto, mutando in organizzazioni opportuniste. Il secondo, è la promozione di raggruppamenti, aventi direttamente questo carattere, composti da ex-comunisti, maoisti, trotzkisti, socialdemocratici, come il Blocco di Sinistra in Portogallo e SYRIZA in Grecia.

Il fronte ideologico contro l'opportunismo è una necessità; trascurarlo, disprezzarlo, ometterlo, conduce alla liquidazione dei partiti comunisti. Ad esempio, il PCM abbracciò la tendenza browderista, così come altri partiti dell'America Latina. Come sappiamo, il PC degli Stati Uniti è giunto sull'orlo della dissoluzione a causa del tentativo di trasformarlo in un'associazione, una specie di club ideologico. In Messico questo modello era la Lega Socialista, in cui il PCM avrebbe dovuto sciogliersi. I partiti colombiano, cubano e dominicano cambiarono nome dopo avere aderito a tale corrente. Il PCM sciolse le sue cellule nell’industria e nei sindacati, rinunciò temporaneamente al centralismo democratico e cambiò il nome da Partito Comunista del Messico a Partito Comunista Messicano; oltre alle gravi lesioni alla struttura leninista, si adottarono politiche di coesistenza con sezioni della borghesia, definita "nazionale" e "progressista", rinunciando alla via rivoluzionaria per la conquista del potere. La Lettera di J.Duclos e le critiche degli altri partiti, generarono reazioni di raggruppamento militante dei comunisti per evitare la liquidazione e ricostruire i partiti.

In documenti successivi(5), il PCM ha riconosciuto che la condanna del Browderismo fu solo formale e ciò si ripercosse negli anni seguenti, poiché non si reagì a certe politiche di orientamento opportunista, promosse a partire dal XX° Congresso del PCUS, come la questione delle cosiddette "vie nazionali" al socialismo, della possibilità del percorso pacifico, adottato non come un'eccezione, ma come tattica generale del movimento comunista, basandosi sulle politiche dei partiti francese e italiano.

Il PCM venne infiltrato e cominciò a corrodersi fino alla sua dissoluzione nel 1981, per mutare prima in un partito socialista e poi nel Partito della Rivoluzione Democratica (affiliato all'Internazionale Socialista, promotore della gestione keynesiana e repressore del movimento operaio e popolare), un partito della classe dominante presentato dalla propaganda come il partito della sinistra in Messico. Le difficili condizioni di ricostruzione del PCM e il livello di sviluppo politico della classe operaia nella lotta dimostrano che l'obiettivo di liquidare negli anni '80 il PCM mirava ad assestare un colpo demolitore alla lotta proletaria, riportandola indietro di decenni.

La questione è talmente attuale che oggi, negli USA, il Partito Comunista affronta un problema simile a quello sofferto con Earl Browder, con la corrente opportunista guidata da Sam Webb, il Presidente del Partito, che propone una piattaforma per spogliarlo delle sue caratteristiche, liquidarlo e trasformarlo in una forza ausiliaria del Partito Democratico. Questa piattaforma contiene molti aspetti, tipici dell’eurocomunismo e del processo che portò alla liquidazione del PCM, che oggi corrodono vari partiti comunisti, tra cui alcuni in America.

Sottolineiamo l'importanza di combattere le tendenze opportuniste; l'enunciazione dei tratti con cui si manifestano in America ci mostrerà che, al di là di alcune specificità, questi sono comuni all’opportunismo internazionale.

Il generale e il particolare, la deviazione implicita nell'esaltazione delle particolarità.

Il marxismo-leninismo, base ideologica dei partiti comunisti, teoria rivoluzionaria della classe operaia, si basa sul materialismo dialettico, sul materialismo storico e sull’economia politica. Cerca di individuare ciò che vi è di più generale nella realtà studiando lo sviluppo storico, i modi di produzione, la lotta di classe, gli eventi ricorrenti nella società, le leggi che governano i cambiamenti e le rivoluzioni.

Le specificità, il particolare, devono essere tenute in conto, poiché il marxismo-leninismo si arricchisce creativamente, ma non possono essere il fattore determinante negli approcci e nelle analisi.

Con l’argomento di uscire dal dogmatismo e da analisi estranee alla realtà, si lancia un appello a mistificare il marxismo, riproducendo la critica accademica, che si pone l'obiettivo di separare Engels da Marx e Lenin da Marx. Alcuni partiti latinoamericani – e oggi lo stesso PC degli Stati Uniti – stanno abbandonando il leninismo che, a loro dire, sarebbe applicabile solo alle peculiarità della Russia e di un altro periodo storico. Fondamentalmente, si tratta della rinuncia alle posizioni rivoluzionarie del marxismo e, dal punto di vista teorico, è insostenibile. E' inoltre fonte di deviazioni politiche che conducono al movimentismo, snaturando il ruolo del partito e della classe operaia.

La cosiddetta latinoamericanizzazione (tropicalizzazione) del marxismo ha molto in comune con le precedenti operazioni corrosive, come quelle di Santiago Carrillo, degli eurocomunisti e del "marxismo occidentale". Rifiutando apertamente il materialismo dialettico e la dittatura del proletariato, essa indirizza un attacco alla storia dei partiti comunisti.

Si può notare come alcuni partiti comunisti abbraccino acriticamente queste posizioni e le promuovano, per esempio, distribuendo le pubblicazioni di Ocean Sur Editore, di provenienza trotzkista, nel cui catalogo di opere predomina l’attacco al socialismo costruito nel XX secolo e si diffondono critiche al marxismo-leninismo, definito "ideologia statale sovietica"; tutto questo mascherato da promozione editoriale di materiali relativi alla Rivoluzione Cubana.

Elementi essenziali del materialismo dialettico, come l’ateismo filosofico, vengono evitati sotto la pressione di correnti come la teologia della liberazione.

Della stessa fonte proviene l'obiezione che il marxismo sia eurocentrico; ma la mescolanza eclettica in veste mistica finisce per elevare il latinoamericanismo a percorso obbligato.

Nessun interessamento per la riedizione dei classici, ma solo per la divulgazione di queste moderne deformità, i cui creatori, che sarebbero classicabili nel folklore se si limitassero all'ambito di una facoltà universitaria, esercitano di fatto una grande influenza all’interno di alcuni partiti comunisti. La debolezza sul fronte ideologico, il limitato sviluppo dell'indagine e di scientifiche elaborazioni  teoriche con una visione di classe, hanno ermesso che vari partiti fossero presi di sorpresa dal contrabbando ideologico di coloro che attaccano il marxismo fingendosi "marxisti". Non molto tempo fa, abbiamo avuto l'esempio di H. Dieterich, uno degli ideologi del "socialismo del XXI° secolo", regolarmente ospitato da alcune pubblicazioni comuniste.

La deviazione ideologica, l’eclettismo, l'accento sulla specificità, stanno alla base di nuove revisioni del marxismo.

Un'altra tendenza negativa è quella che prescinde dalle leggi generali della rivoluzione, appellandosi alla "originalità" dei processi sociali precedenti e in corso. Una premessa fondamentale del movimento comunista internazionale, confermata dalla vittoria della Grande Rivoluzione Socialista d'Ottobre, è il carattere di questa epoca, che definiamo come quella dell'imperialismo e delle rivoluzioni proletarie, quella della transizione dal capitalismo al socialismo; riteniamo che il successo temporaneo della controrivoluzione non cambi questa premessa.

Programmaticamente, l’opportunismo introduce un dibattito e una strategia di questa transizione, che deviano i compiti della classe operaia e del suo partito comunista. Qual è l'argomento? Soprattutto a partire dalla vittoria della Rivoluzione Cinese, è stata generalmente accettata l’affermazione di Mao Tse Tung sulle contraddizioni all'interno della borghesia e l'esistenza di un suo "settore nazionalista", direttamente antagonista all'imperialismo. Secondo tale concezione, questa borghesia nazionalista diventa alleata strategica della classe operaia nella lotta antimperialista per raggiungere il suo obiettivo programmatico, per rompere le catene della dipendenza dall'imperialismo USA. Esistono diverse considerazioni circa le cause di questa  dipendenza; alcuni sostengono l’erronea concezione che il colonialismo si identifichi con rapporti feudali o semi-feudali; altri sostengono la visione di un capitalismo deformato e incompleto, il che pone una serie di questioni per il marxismo-leninismo, la politica di classe e, ancora una volta, i compiti dei partiti comunisti.

In primo luogo, le questioni, inerenti allo sviluppo dei rapporti capitalistici, mostrano che le posizioni circa la dipendenza non sono dialettiche. I processi di accumulazione, concentrazione e centralizzazione portano alla formazione dei monopoli, che finiscono per prevalere in economia e in politica, indipendentemente da confini e nazionalità. Ne derivano, pertanto, relazioni di interdipendenza, nelle quali si scontrano, da un lato, i monopoli e, dall’altro, la classe operaia, cioè  la contraddizione capitale-lavoro. Spieghiamolo meglio.

Coloro che in Messico sostengono che il compito principale sia la conquista dell'indipendenza dagli Stati Uniti e lavorano per una alleanza interclassista con settori della borghesia, dimenticano che quella che essi chiamano borghesia nazionalista è oggi composta da monopoli che già fanno parte della struttura imperialista, che esportano capitali e sfruttano i lavoratori di diversi paesi(6). Alcuni di questi monopoli messicani sono dominanti a livello continentale e operano anche all'interno degli Stati Uniti (come nel caso delle telecomunicazioni e di alcune aziende minerarie).

La lotta per l'indipendenza concepita così non è altro che la ricerca di una nuova gestione del capitalismo con alleati per lo più fittizi.

E' inoltre incompleta l'affermazione che l'imperialismo sia solo quello  degli USA. L'imperialismo è il capitalismo dei monopoli e effettivamente ha uno dei suoi nuclei negli Stati Uniti, ma ne ha anche nell'UE, in ogni azione dei monopoli e nelle relazioni interstatali. Prendiamo ad esempio il sud del continente, dove l'espansione dei monopoli brasiliani è una realtà. O il Mercosur, che è un'alleanza di stati capitalistici con relazioni di interdipendenza sempre più strette con l'Unione Europea (7).

Questa concezione delle alleanze con settori della borghesia è stata ultimamente definita "progressista" e diversi partiti comunisti vi contribuiscono nell'ambito di governi che non nascondono la loro natura di organo della classe dominante e praticano politiche in favore dei vergognosi profitti dei monopoli; il Brasile ne è un esempio evidente.

In questa politica di collaborazione, il ruolo della classe operaia e dei partiti comunisti che vi partecipano è subordinato; si tratta di un problema rischioso, poiché l'indipendenza di classe e l'autonomia del partito cessano di essere obiettivi di assoluta priorità, un dovere incessante; smettono di essere organizzazioni militanti e si trasformano in gruppi di affiliati, per i quali il socialismo è un opzione distante; con la preparazione di una tappa intermedia di lunga durata,  queste organizzazioni si pongono su un terreno di collaborazione di classe, di patti sociali, all'interno di limiti parlamentaristici, funzionali al progressismo, cioè a una forma di gestione del capitalismo.

I processi di Venezuela, Ecuador e Bolivia presentano una problematica distinta, rispetto alla quale alcuni partiti si posizionano rinunciando alla teoria marxista dello Stato. Il processo sociale venezuelano è molto importante, tuttavia non è ancora una rivoluzione: come chiamare rivoluzione un processo in cui non è ancora emerso un nuovo Stato, in cui quello precedente non è stato distrutto, ma è la struttura con la quale si continua a governare, in cui non sono stati socializzati i mezzi di produzione e il settore primario e secondario dell’economia non sono stati sviluppati? Comprendiamo che si tratta di un'alternativa, afflitta da tensioni e conflitti, dove una linea definita deve ancora essere trovata, dove oggi predominano le posizioni dei ceti medi, soggetta per di più ad attacchi finanziati dai monopoli. Non abbiamo una posizione neutrale, ci collochiamo con le forze più avanzate, tra cui il PCV. Ma è inesatto e erroneo proporre questo processo come la via da seguire, chiamando rivoluzione ciò che ancora non lo è.

 

 

L’attacco al socialismo costruito nel XX secolo, argomento dell’opportunismo

Uno dei tratti distintivi dell’opportunismo è l'attacco all'esperienza della costruzione socialista nell’URSS e in altri paesi, che viene svilita, riprendendo postulati del trotskismo e dell’anticomunismo.

Come all’epoca fece Kautsky, gli opportunisti riassumono le loro posizioni nell’assenza delle condizioni oggettive per il socialismo, nelle presunte tendenze antidemocratiche e burocratiche, attaccano la pianificazione dell’economia, propongono la coesistenza di diversi tipi di proprietà così come le relazioni mercantili.

Tutta l’artiglieria, accumulata dal capitale, viene presentata in nuove versioni. Alcuni partiti comunisti affrontano questa situazione, altri omettono il tema, altri ancora aderiscono a tali posizioni. Pertanto vari partiti comunisti assimilano, non solo a livello di propaganda, ma come concezione programmatica, la proposta del "socialismo del XXI° secolo", che, come già hanno segnalato i marxisti-leninisti, è un'espressione contraria alla rivoluzione socialista e al lavoro dei comunisti.

Questi tratti dell’opportunismo nel nostro continente non sono scollegati e, anche se non si esprimono con coerenza e nitidezza, talvolta provando a mescolarsi con il marxismo-leninismo, tuttavia pongono il movimento comunista di fronte a gravi problemi.

Persino il Partito Comunista del Brasile (PCdoB) ha manifestato alcuni tratti di opportunismo combattivo  sono stati espressi dal  durante lo scorso Incontro dei Partiti Comunisti e Operai svoltosi ad Atene nel dicembre 2011, quando eufemisticamente sostenne che la partecipazione dei comunisti nei governi progressisti è un segno di maturità e che la critica ad essa è una posizione settaria e lontana dalle masse; la collaborazione di classe sarebbe la cosa giusta, mentre l’indipendenza di classe e l'autonomia del Partito Comunista sarebbe la cosa sbagliata. E’ evidente lo scivolamento del  PCdoB su posizioni opportuniste.

In una valutazione molto generale, in America - ad eccezione di Cuba – predominano i rapporti capitalistici, indipendentemente dal fatto che in alcuni paesi si esprimano ancora relazioni precapitaliste nella campagna. L’antagonismo tra capitale e lavoro è evidente e la tendenza alla proletarizzazione aumenta tra gli strati medi. Come in tutto il mondo, i limiti storici del capitalismo pongono alla classe operaia l’improcrastinabile obiettivo di lottare per il rovesciamento della borghesia e la costruzione del socialismo-comunismo. L'opportunismo come forza d'assalto del capitale cerca di evitarlo. È necessario che i partiti comunisti siano vigilanti e lo combattano permanentemente.

 

 

* Pavel Blanco è Primo Segretario del CC di PCM

Hector Colio Galindo è membro dell´Ufficio Politico di PCM

 

 

 *Pavel Blanco è il primo segretario del CC del Partito Comunista di Messico
Hector Colio Galindo è membro del Ufficio Politico del CC di Partito Comunista di Messico

 

(1)    Ad esempio, la Introduzione alla lotta di classe in Francia del 1895 di F.Engels.

(2)              Ad esempio, in Condizioni di ammissione all'Internazionale Comunista redatto da Lenin per il II Congresso Mondiale del Comintern.

(3)              Base oggettiva di ciò è la maggiore interdipendenza del Mercosur con l'Unione Europea, l'aumento delle relazioni economiche.

(4)            L’antineoliberismo mette in discussione una forma di gestione del capitalismo, ma l'alternativa non è necessariamente anticapitalista, socialista-comunista, ma in molti casi per altre gestioni, come il Keynesismo, come dimostrano i processi "progressisti" in Argentina, Uruguay e Brasile.

(5)  La lotta interna al Partito negli anni dal 1939 al 1948. Caratteristiche principali. Comitato Centrale del Partito               Comunista Messicano.

(6)          Per esempio America Movil, Industrial Minera Mexico, Cemex, Grupo Bimbo

       (7) Non bisogna sottovalutare che il cosiddetto "progressismo", predominante nel Forum di Sao Paulo e inoltre al                 governo in Brasile, Argentina e Uruguay, sta spingendo all'internazionalizzazione del Forum di Sao Paulo            principalmente sulla base dei forti legami con il Partito della Sinistra Europea.

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